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I nuovi alleati di Israele

I piani di annessione di Israele necessitano di nuovi alleati

Le annessioni israeliane in Cisgiordania non scateneranno un immediato contraccolpo internazionale nei confronti dello Stato Ebreo, ma il crescente sentimento pro-Palestina negli Stati Uniti e in Europa alla fine porterà Israele a cercare nuovi legami con paesi meno interessati alla causa palestinese, come Cina e Russia.

Con la decisione di annettere gli insediamenti sul territorio Cisgiordano, Israele sarà costretto a cercare nuovi partenariati con paesi i cui cittadini e classe politica sono meno investiti nella prospettiva di uno stato palestinese, come la Russia e la Cina, sebbene ciò comporti il ​​rischio di alimentare ulteriormente l’ira degli Stati Uniti.

Il governo israeliano ha deciso di iniziare il processo di annessione indicato nel piano di pace in Medio Oriente promosso dalla Casa Bianca. Il piano prevede un accordo definitivo tra Israele e i Territori palestinesi in cui gran parte dell’attuale Cisgiordania rimane sotto controllo permanente israeliano, compresa la strategica valle del fiume Giordano.

Ad ogni modo, in questo video non ci addentriamo nei dettagli relativi al piano di pace o all’esito dell’annessione dei territori, bensí alle conseguenze a lungo termine che porteranno Israele a dover riscrivere una nuova strategia di sopravvivenza e alla scelta di nuovi alleati, in uno scenario internazionale dove vecchie e nuove alleanze vengono forgiate nel riallineamento tra le potenze globali.

Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno segnalato un certo dispiacere per il ritmo e la portata della strategia di annessione, ma non per l’annessione stessa. 

I Repubblicani americani sono da sempre sostenitori dello Stato Ebreo, sia per motivi strategici e geopolitici in Medio Oriente, ma anche culturali e religiosi. Non solo Israele opera una delle lobby più influenti di carattere politico e finanziario attraverso AIPAC, ma trova forti sostenitori tra i gruppi più conservatori Evangelici che vogliono preservare la tradizione giudeo-cristiana sulla quale gli Stati Uniti sono culturalmente fondati.

Il Partito Democratico invece sente la pressione della parte progressista della sua base crescere in intensità. Manifestazioni di opposizione attraverso il movimento di “disinvestimento e sanzioni per il boicottaggio” di Israele, o BDS, continuano ad essere fonte di sostegno alla causa palestinese. Questa, in aggiunta, trova in una demografia sempre più giovane e radicale un bacino di forte sostegno che porterà il partito a dover prendere delle scelte drastiche e definitive a lungo termine su quella che dovrà essere la relazione con lo Stato Ebreo.

Europa

L’Unione Europea e il Regno Unito sono entrambi diplomaticamente contrari all’annessione, ma non hanno segnalato interesse per un grande isolamento o una campagna di sanzioni punitive.

Ma mentre il potere di veto detenuto da Stati dell’Unione pro-Israele come la Repubblica Ceca e l’Ungheria limiterà la capacità dell’Unione Europea di imporre sanzioni significative a livello di blocco, Bruxelles potrebbe sospendere i suoi accordi di ricerca e commercio con Israele che non richiedono voti di consenso, nonché bloccare accordi futuri.

Anche qui come negli Stati Uniti, tuttavia, le tendenze demografiche favoriscono una maggiore opposizione all’annessione a lungo termine, che già da tempo fanno dello stato palestinese un obiettivo politico ed ideologico delle società occidentali.

Ciononostante, L’Europa nel suo insieme cercherà di rimanere cautamente svincolata da una presa di posizione netta e definita, mantenendo dietro le quinte un rapporto di collaborazione, lasciando ideologia e dibattito politico al pubblico e ai media.

Nuove alleanze

Mentre l’opposizione politica all’annessione si sviluppa in Occidente, Israele ruoterà verso Cina, India e Russia per partenariati economici e politici.

Questi paesi hanno meno interesse storico per uno stato palestinese e debole opposizione politica interna alle annessioni. Di conseguenza, saranno liberi di continuare a costruire relazioni con Israele anche dopo l’annessione e l’indebolimento della prospettiva di uno stato palestinese.

A causa della loro importanza economica e militare, Israele cercherà di rafforzare i partenariati con questi tre paesi, comprese le nuove tecnologie e gli accordi commerciali, per compensare le perdite derivanti dal declino nelle relazioni con l’Europa e gli Stati Uniti.

Washington vedrà probabilmente i tentativi israeliani di costruire relazioni economiche con la Cina come una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale, e quindi spingerà Israele a ridurre o addirittura eliminare completamente tali legami con Pechino.

Le mosse di avvicinamento alla Russia allo stesso tempo comporteranno anche un maggiore scrutinio da parte degli americani stessi. La Russia e gli interessi a volte contrastanti di Israele in Siria e in Iran, tuttavia, limiteranno la portata di eventuali nuovi legami tra di loro.

In un video dedicato, vedremo come Israele sarà ancora in grado di continuare a migliorare le relazioni con i vicini stati arabi del Concilio di Cooperazione del Golfo (o GCC), seppure con difficoltà legate all’accettazione delle loro popolazioni alla realtà dell’annessione.

In conclusione, mentre l’opposizione politica all’annessione si accumula negli Stati Uniti e in Europa, Israele cercherà di espandere i suoi legami con i paesi meno investiti nello stato palestinese, come la Cina e la Russia.

Ora la domanda e’ per voi: ritenete che Israele rinuncerà all’annessione dei Territori Palestinesi sotto pressione dei paesi occidentali oppure il perno verso Cina e Russia sia inevitabile? E quale ritenete debba essere la posizione dell’Italia?

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2 risposte su “I nuovi alleati di Israele”

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