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Medio Oriente

Il Libano ad un passo dal default?

Il Libano si trova in una situazione precaria. Un possibile default provocherebbe un effetto domino in Medio Oriente.

Il Doroteo - Il Libano ad un passo dal default

In un contesto internazionale in subbuglio tra crisi pandemica, riallineamenti geopolitici ed economie sull’orlo di una crisi di nervi, un piccolo paese come lo Stato Libanese è un tassello di enorme importanza nel domino di potere in una delle regioni più calde ed instabili al mondo. E l’Italia ha enorme interesse affinché le cose vadano per il meglio.

Il Libano, uno dei paesi più indebitati del mondo, sta precipitando nella povertà e nel caos politico dopo decenni di cattiva gestione economica. Il suo governo sta cercando un pacchetto di salvataggio di $10 miliardi dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), ma il Fondo insiste sul fatto che il Paese deve prima riformare il suo settore pubblico farraginoso e corrotto. Finora, i broker di potere di Beirut hanno resistito. Il Libano sta per implodere e ad un passo dal default?

Quella del Libano è una crisi in atto da decenni. Mentre i lockdown da coronavirus hanno aggravato i guai economici dello Stato, la crisi finanziaria del paese si è aggravata per decenni. Il sistema bizantino di condivisione del potere settario tra le varie fazioni cristiane Maroniti, e tra musulmani Sunni e Sciiti, ha paralizzato il governo, mentre anni di risanamento fallito da parte dei politici hanno fatto crollare l’economia e fatto precipitare gli standard di vita. (Anche prima della pandemia, la Banca mondiale aveva previsto che il 50% dei libanesi rischiasse di vivere al di sotto della soglia di povertà se le tendenze economiche fossero continuate).

Migliaia di manifestanti sono scesi in strada alla fine dell’anno scorso per chiedere una “rivoluzione”, ma le dimissioni del Primo Ministro Saad Hariri hanno creato un vuoto di potere che ha solo esacerbato i problemi economici del paese.

Il nuovo primo ministro Hassan Diab ha annunciato a marzo che il Libano avrebbe fallito il pagamento sul debito esterno perché le sue riserve in valuta estera so stavano pericolosamente esaurendo. Le proteste antigovernative sono scoppiate di nuovo di recente mentre il panico si intensificava per il crollo della valuta nazionale.

Questa volta è davvero diverso?

Il Libano ha una lunga storia di disordini politici ed economici, ma ora è davvero sull’orlo del collasso. Ci sono diverse ragioni per questo.

Innanzitutto, il Libano sta progressivamente esaurendo le proprie riserve di contanti. Per mesi, le banche hanno limitato i prelievi di valuta estera, lasciando milioni di famiglie incapacitate di ritirare i propri risparmi. Le persone che un tempo erano ben radicate nella classe media libanese ora fanno affidamento su una qualche forma di aiuto d’emergenza per mettere il cibo in tavola. Ciò, avvertono gli osservatori, potrebbe rendere molto più difficile una vera ripresa economica.

Per anni, il governo libanese ha utilizzato la valuta estera per sovvenzionare beni di prima necessità come cibo, medicine e carburante. Nell’attuale tumulto, tuttavia, è stato più difficile garantire beni di prima necessità, suscitando timori che il Libano potesse presto affrontare livelli di carestia senza precedenti.

Infine, il Libano, che non produce quasi nulla utile all’esportazione, ha fatto affidamento a lungo sulle rimesse dei propri cittadini libanesi che lavorano all’estero, molti dei quali si sono trovati impoveriti e senza contanti dalla crisi economica globale. A complicare il problema, la sterlina libanese, la valuta nazionale ha perso almeno il 60 percento del suo valore solo nell’ultimo mese.

Instabilità genera instabilità: cosa verrà dopo?

Le tensioni settarie in Libano hanno afflitto a lungo la nazione di 6 milioni di abitanti; una guerra civile di 15 anni (1975-1990) uccise 120.000 persone e attirò potenze straniere ad attuare forme di ingerenza direttamente nella politica del Paese.

Vi sono già segnali che la discordia settaria si sta riaccendendo, mentre i leader deviano la colpa per la crisi pandemica, creando ancora più instabilità in un paese che ancora soffre dopo anni di una “pace disfunzionale”.

Il Libano oltre a questo ha però un altro onere di cui doversi prendere cura. La più alta popolazione di rifugiati pro capite al mondo, composta da palestinesi e, più recentemente, da persone disperate in fuga dalla guerra in Siria. Il governo del Libano, ora a corto di liquidità, ha invitato i rifugiati siriani a “tornare a casa”, mentre i gruppi per i diritti umani sostengono che ciò potrebbe scatenare una nuova crisi umanitaria in una regione già esausta da anni di conflitto.

Ma le potenze internazionali consentiranno davvero che tutto ciò accada? I donatori internazionali – inclusi gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito – che in passato hanno tenuto a galla il Libano, ora affermano di non essere più disposti a finanziare continui fallimenti.

Nel frattempo, gli stati arabi del Golfo, che hanno anche iniettato denaro nell’economia libanese, affermano che non salveranno il Libano fintanto che Hezbollah, l’influente gruppo militare Sciita sostenuto dall’Iran, rimarrà una forza politica dominante nel paese.

In una regione, quella della Mezzaluna Fertile nel Medio Oriente, in cui le tensioni rimangono costantemente molto alte, si dovrà inoltre valutare il ruolo di Israele e della Turchia, entrambi con interessi diretti molto importanti legati alla loro sicurezza nazionale, i quali non esiterebbero ad intervenire militarmente.

Se anche il Fondo Monetario Internazionale dovesse decidere di andarsene, il Libano si troverebbe veramente in acque inesplorate, con conseguenze e ramificazioni politico-economiche e geopolitiche che andrebbero ben oltre il piccolo Paese mediterraneo.


Ora la domanda è per voi: ritenete che un possibile default del Libano possa fungere da catalista per una rivoluzione nel paese e possibilmente estendersi ad una futura guerra in Medio Oriente?

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Immagine: Women protesters forming a line between riot police and protesters in Riad el Solh, Beirut, di Nadim Kobeissi, (CC BY-SA 4.0).

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