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Il “Piano Z” di uscita dall’euro

L’uscita dell’Italia dalla moneta unica fu studiata in un rapporto europeo. Cause e conseguenze a confronto.

Il Doroteo - Il Piano Z per l'uscita dall'euro, Italexit

In un articolo precedente abbiamo cercato di capire quali siano i parametri secondo i quali la proposta di uscita dell’Italia, sia dalla moneta unica, sia dall’Unione Europea, presentata dal nuovo partito fondato dal senatore Gianluigi Paragone, “No Europa, per L’italia”, possa portare a quello che viene definito Italexit.

Il Doroteo non prende nessuna posizione ideologica in merito alla decisione di rimanere o abbandonare la nave europea. Ad ogni modo riteniamo che il trend di euroscetticismo, già presente prima della crisi pandemica da Coronavirus, e che a causa della crisi economica all’orizzonte rischia di esacerbare il sentimento europeo, necessita di una particolare attenzione.

Cosa comporterebbe Italexit:
Italexit e lo spettro dei mercati
– Il sentimento europeo durante la pandemia

Cosa comporterebbe uscire dall’euro?

Ai tempi della crisi economica della Grecia, a un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di alto livello del governo italiano e della Banca d’Italia fu chiesto di studiare le conseguenze di un’uscita italiana involontaria dall’euro. Questi studi finirono in un rapporto chiamato “Piano Z”, al fine di precisare le implicazioni dell’opzione estrema dell’Italia.

In un tale scenario, lo studio considerò l’eventualità di una crisi di fiducia nell’area dell’euro che spingerebbe i depositanti a ritirare i loro fondi dalle banche italiane. Le autorità italiane sarebbero quindi costrette a introdurre controlli amministrativi che limitano i prelievi di contanti, nonché stretti trasferimenti di denaro transfrontalieri. Tali misure immediatamente aggraverebbero il panico tra i cittadini.

La conseguenza sarebbe l’inadempienza dell’Italia sul proprio debito pubblico. Ciò potrebbe assumere la forma di un’estensione della scadenza delle obbligazioni sovrane, oppure una riduzione del valore nominale delle obbligazioni.

A quel punto, l’Italia uscirebbe dall’euro. Ciò accadrebbe senza un quadro giuridico predeterminato, dal momento che il trattato UE non contempla l’opzione di abbandonare l’unione monetaria. Tecnicamente, verrebbe introdotta una nuova valuta denominata Eurolira.

Senza addentrarci nei dettagli tecnici di tali conseguenze, è corretto menzionare gli scenari realistici che ne conseguirebbero. Ci sarebbe la necessità di stampare nuove banconote, quelle vecchie dovrebbero essere contrassegnate dalle banche. I depositi bancari verrebbero convertiti in tempo reale in Eurolira, che inizialmente fissata ad un valore ratio 1:1 con l’euro verrebbe conseguentemente svalutata nel cambio sui mercati.

In una situazione del genere, il debito pubblico necessiterebbe di una ristrutturazione forzata (o forzosa) che, seppure con il surplus di bilancio primario dell’Italia positivo, non sarebbe possibile servire.

Nel frattempo la domanda è per voi: ritenete che l’Italia abbia le capacità di gestire il rapporto con i mercati nonostante il proprio debito? E uscire dalla moneta unica porterebbe maggiore autonomia e miglior gestione della propria economia?

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Illustrazione di macrovector_official via Freepik.com

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