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Economia

Le criptovalute sono una alternativa al dollaro?

Quale sarà il ruolo del dollaro nella competizione tra governi e monete digitali decentrate?

Il Doroteo - Le criptovalute potranno sostituire il dollaro?

Dopo anni di riflessione e osservazione del fenomeno relativo alle valute digitali, criptovalute (o kriptovalute), e monete decentrate da un sistema di governo monetario centralizzato (banche centrali), le domande relative alla loro adozione da parte dei governi, e se mai questi strumenti monetari rimpiazzeranno il sistemi di gestione dei cambi a livello internazionale, rimangono molte e controverse.

In un recente articolo pubblicato sul blog personale di Martin Armstrong, il noto ricercatore e scopritore del modello di analisi Economic Confidence Model (ECM) basato sul valore costante di Pi greco, un tempo considerato l’hedge fund manager più pagato al mondo secondo il Wall Street Journal, e fondatore della piattaforma Socrates per l’analisi ciclica di eventi e correlazione dei mercati internazionali, risponde e commenta proprio su questo tema.

Alla domanda: “Le criptovalute saranno sostenibili man mano che i governi diventano pressanti nella ricerca di denaro necessario a sostenere le casse dello Stato? Quale sarà il ruolo del dollaro nella competizione con le monete digitali decentrate?”

Penso che sia davvero ingenuo credere che le criptovalute sopravviveranno quando dovremo affrontare una crisi del debito sovrano e nessuno è interessato ad acquistare debito pubblico per il lungo periodo. Gli scommettitori ritengono che i tassi d’interesse diventeranno negativi, anche in Gran Bretagna, quindi stanno acquistando obbligazioni allo 0,9%, aspettandosi di guadagnare in una vendita futura. L’Europa, come sapete, ha già stabilito che tutte le criptovalute devono essere regolate come le banche a partire dal 10 gennaio 2020. Quindi non ci sarà più modo di nascondere i propri capitali e, regolandoli, questi governi potranno semplicemente sequestrarli in qualsiasi momento e convertirli in loro criptovaluta.

Per quanto riguarda la Cina, le criptovalute non sono state tollerate dal governo cinese. Le Offerte Iniziali di Monete (ICO) sono state completamente bandite in Cina nel settembre 2017. Molte piattaforme di scambio sono state chiuse. Molti scambi hanno cercato di trasferirsi in altre giurisdizioni. Tuttavia, la Cina ha seguito l’esempio degli Stati Uniti e ha adottato un approccio a braccio lungo alle sue leggi penali, operando al di fuori della propria giurisdizione. In altre parole, gli organizzatori e i promotori di ICO e scambi all’estero non sono liberi dalla giurisdizione delle leggi penali cinesi. Se i principi riguardano i cittadini cinesi o se gli investitori cinesi investono in ICO all’estero o scambiano criptovalute su borse estere, possono essere soggetti a leggi penali in Giappone proprio come agli americani è vietato investire in fondi offshore. Non è del tutto illegale detenere criptovalute o addirittura acquistarle o venderle in Cina. Ma ancora una volta, devono regolare tutte le transazioni, il che li rende vulnerabili a un cambiamento di politica imprevedibile.

Negli Stati Uniti, il Tesoro ha classificato bitcoin come valuta virtuale decentralizzata convertibile nel 2013, mentre la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), ha classificato bitcoin come merce nel settembre 2015. Secondo gli Internal Revenue Service (IRS), l’equivalente dell’Agenzia delle Entrate italiana, bitcoin è tassato come proprietà. Nel frattempo, le criptovalute devono rispettare i requisiti di registrazione degli Stati Uniti come attività di servizi monetari e, naturalmente, le regole antiriciclaggio. Devono anche tenere registri e fare rapporti a FinCEN, l’agenzia preposta al monitoraggio per i crimini finanziari.

L’idea che le criptovalute siano in grado di operare in qualche modo al di fuori del sistema bancario centrale è davvero una illusione. Non sono realmente una riserva di ricchezza, perché anch’essi salgono e scendono di valore in base agli eventi attuali e alle tendenze globali. Non è diverso da qualsiasi altra attività di trading in borsa. Quello che si deve capire è che ritenere una criptovaluta in qualche modo l’eccezione a tutto è illusorio.

Promuovere che il loro valore in eterna crescita, asserendo che aumenterà con il calo del dollaro è semplice speculazione e disinformazione, oblivio al funzionamento del sistema monetario in generale, in quanto lo stesso principio vale anche per la maggior parte delle altre materie prime, azioni e metalli preziosi come l’oro. La vera domanda che ci dobbiamo porre è semplicemente quale sia la sua performance rispetto ad altri strumenti finanziari.

Le criptovalute sono una migliore forma di protezione contro ciò che sta arrivando? No! Ci sono cicli per ogni cosa. Dobbiamo osservare il potenziale per ogni mercato e cercare quelli che si muoveranno in sincronia per determinare quale supererà gli altri, come ad esempio il NASDAQ, il Dow Jones, e S&P 500.

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Immagine, Bitcoin via pxfuel.com

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