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Psicologia Sociale

Liberale o libertario, quale la differenza?

Il raggiungimento delle libertà come il più alto fine politico. Filosofie politiche liberali a confronto.

Dalla scuola di pensiero liberale classica dei tempi di John Locke (1632 – 1704) e Thomas Hobbes (1588 – 1679) a oggi, l’evoluzione del pensiero liberal ha avuto una sostanziale revisione ed espansione nell’interpretazione ideologica.

Il Liberalismo Classico e i suoi derivati sono un insieme di filosofie politiche tra loro correlate che considerano la libertà come il più alto fine politico. Ciò generalmente include la libertà individuale, la libertà politica e la libertà di associazione. Le parole “libertarianismo” e “libertarismo” furono usate dalla seconda metà del XX secolo da filosofi e politici anglosassoni che provenivano da differenti formazioni culturali ed ideologiche (talvolta anche contrapposte), ossia quelle del: liberalismo, socialismo, comunismo e dell’anarchismo.

Cercando di osservare la distribuzione ideologica su una scala politica classica che va da un posizionamento di estrema sinistra verso l’estrema destra, vediamo quindi brevemente, e in modo semplificato, quali sono le distinzioni ad oggi.

Libertinismo, anarcocomunismo, anarchia: l’espressione più estrema per il raggiungimento della libertà. Nessuno Stato, ritenuto altresí dannoso, nessuna forma di governo che non sia di espressione autonoma e non gerarchica, nessuna religione. In poche parole descritte dall’Internazionale delle Federazioni Anarchiche: “l’abolizione di ogni forma di autorità, sia essa economica, politica, sociale, religiosa, culturale o sessuale”. Spesso associata allo spettro politico di estrema sinistra.

Libertarismo e Libertarianismo: i libertari condividono uno scetticismo nei confronti dell’autorità e del potere statale, ma divergono sulla portata della loro opposizione ai sistemi economici e politici esistenti. Esistono pertanto, nella loro forma espressiva ideologie della sinistra libertaria, che includono scuole di pensiero generalmente libertine (o anarchiche), e ideologie della destra libertaria che sostengono il capitalismo, il laissez-faire e i diritti di proprietà privata. Entrambe le filosofie aspirano alla libertà politica e religiosa (anche se spesso atee nel Libertarismo di sinistra) e un intervento dello Stato ove necessario a favore della libertà e della responsabilità degli individui. Paradossalmente si scontra però spesso con l’ideologia socialista di accentramento del ruolo dello Stato, prevalentemente nella sinistra libertaria, ma presente anche nelle espressioni di destra sociale. Il Libertarianismo di destra libertaria negli USA viene definito con il termine Libertarian, la cui massima espressione fu il TEA Party (Tax Enough Already) tendenzialmente più conservatore, e rappresenta la destra conservatrice.

Il Liberalismo è il termine principale utilizzato a partire dal XX secolo per indicare la dottrina politica elaborata inizialmente dai filosofi illuministi tra la fine del 1700-1800. Il pensiero liberista (o liberalista) prevede che il ruolo dello Stato sia limitato alle funzioni di arbitro e garante dello stato di diritto, giustificando l’esistenza esistenza di un’autorità pubblica impostata sulla difesa dei diritti individuali. Totale libertà di espressione e religione. Si aggiunge a questo il Liberismo che ne è la sua l’espressione economica di libero mercato e di difesa della proprietà privata. Rappresenta, in uno schema politico classico il centro, a volte di sinistra moderata a volte di destra conservatrice, e funge da ago della bilancia. Negli USA e nel Regno Unito, Liberal viene oggi associato quasi esclusivamente all’ala moderata di sinistra dei Democratici e Laburisti.

Anarco-capitalismo: è uno degli orientamenti della filosofia politica liberale di carattere anarco-individualista. Viene definito come l’espressione estrema del libero mercato e dell’individualismo, dove lo Stato deve starsene fuori da tutto. Si tratta di un’ideologia politica che propone l’abolizione dello Stato a favore della sovranità individuale sotto il libero mercato. Chiaramente l’opposto speculare di posizionamento politico di anarcocomunismo e libertinismo, anche se ne condivide molti aspetti. Viene conseguentemente definito come l’espressione politica di una destra radicale anarchica.

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Immagine, John Locke nel ritratto di Godfrey Kneller (1646–1723).

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